Ultima modifica: 29 Gennaio 2019
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Previsione del piano di formazione e aggiornamento per il personale docente e ATA nel triennio 2019/22

5.1 Piano nazionale di  formazione

La legge 107/2015, art. 1 comma 124, prevede la formazione in servizio dei docenti di ruolo obbligatoria, permanente e strutturale, sulla base delle priorità nazionali indicate nel Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della  ricerca,  sentite le organizzazioni sindacali rappresentative di categoria.

Il Piano nazionale di formazione (MIUR – 03 ottobre 2016) definisce gli obiettivi per il prossimo triennio prevedendo 9 priorità tematiche nazionali per la formazione:

  • Lingue straniere;
  • Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
  • Scuola e lavoro;
  • Autonomia didattica e organizzativa;
  • Valutazione e miglioramento;
  • Didattica per competenze e innovazione metodologica;
  • Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;
  • Inclusione e disabilità;
  • Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile.

Il Miur, assumendo la regia nazionale della formazione, stabilisce le priorità, ripartisce le risorse, monitora i risultati delle attività e sviluppa accordi nazionali con partner della formazione.

 “Le scuole, con la promozione, il so­stegno e il coordinamento degli USR, sono organizzate in ambiti territoria­li e costituiscono le reti di ambito e di scopo, (art. 1 commi 70-71-72-74 della legge 107/2015) per la valorizzazione delle risorse professionali, la gestione comune di funzioni e attività ammi­nistrative e di progetti e iniziative di­dattiche. La rete costituisce la realtà scolasti­ca nella quale viene progettata e organizzata la formazione dei docenti e del personale tenendo conto delle esigenze  delle singole scuole. Ogni rete di ambito individuerà una scuola – polo per la formazione”.

Le scuole, sulla base delle esigenze formative espresse dai singoli docenti attraverso i Piani individuali di formazione, progetteranno e organizzeranno, anche in reti di scuole, la formazione del personale.

Ogni docente avrà un portfolio digitale che raccoglierà esperienze professionali, qualifiche, certificazioni, attività di ricerca e pubblicazioni, storia formativa. Le attività formative saranno incardinate nel Piano dell’Offerta e saranno perciò coerenti con il progetto didattico di ciascun istituto. La formazione potrà svolgersi in modo diversificato: con lezioni in presenza o a distanza, attraverso una documentata sperimentazione didattica, attraverso la progettazione.

Saranno finanziate le migliori ‘startup della formazione’: il Miur promuoverà la ricerca, la sperimentazione, incentivandole a lavorare insieme a strutture scientifiche e professionali per la costruzione di percorsi innovativi di formazione. In collaborazione con INDIRE sarà realizzata una Biblioteca digitale scientificamente documentata delle migliori attività didattiche e formative.

Il Dirigente scolastico, nella definizione delle linee di indirizzo da proporre al Collegio Docenti per l’elaborazio­ne del Piano di formazione dell’I­stituto, tiene conto delle esigenze formative espresse dai docenti nei propri piani individuali. Il Piano di formazione dell’istituto è quindi il risultato di tali valutazioni e sarà inserito nell’aggiornamento annuale del PTOF.

L’obbligatorietà della formazione non si traduce automaticamente in un numero di ore da svolgere ogni anno, ma nel rispetto del contenuto del Piano di formazione dell’istituto, che può prevedere percorsi, anche su temi differenziati e trasver­sali, rivolti a tutti i docenti della stes­sa scuola, a dipartimenti disciplinari, a gruppi di docenti di scuole in rete, a docenti che partecipano a ricerche innovative con università o enti, a singoli docenti che seguono attività per aspetti specifici della propria di­sciplina.

Al fine di qualificare e riconosce­re l’impegno del docente nelle ini­ziative di formazione, nel prossi­mo triennio in via sperimentale, le scuole articoleranno le attività proposte in Unità Formative.

Le Unità Formative possono essere promosse direttamente dall’isti­tuzione scolastica o dalla rete che organizza la formazione, con riferi­mento ai bisogni strategici dell’istitu­to e del territorio, rilevabili dal RAV, dal Piano di Miglioramento e dal PTOF triennale. Possono quindi inte­grarsi con i piani nazionali e la formazione autonomamente organizzata per gestire le attività ri­chieste dall’obbligo della formazione.

Le Unità Formative possono esse­re inoltre associate alle scelte per­sonali del docente, che potrà anche avvalersi della carta elettronica per la formazione messa a disposizione dal MIUR (DPCM 23-9-2015, in at­tuazione della legge 107/2015).

Le attività formative (partecipazione a percorsi, frequenza di stage, corsi ac­cademici, percorsi on line anche at­traverso modalità di riconoscimento delle competenze come gli open bad­ges, partecipazione a gruppi di ricer­ca, gemellaggi e scambi, ecc.) saranno documentate nel portfolio personale del docente e portate a conoscenza della scuola di appartenenza, che si impegna a valorizzarle in diversi modi (workshop, panel, pubblicazio­ni, ecc.) in modo da ricondurle ad un investimento per l’intera comunità professionale.


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